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I molteplici volti della schiavitù ieri e oggi

Written by Mercoledì, 04 Febbraio 2015 19:32
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Fin da tempi immemorabili, le diverse società umane conoscono il fenomeno dell’asservimento dell’uomo da parte dell’uomo. Ci sono state epoche nella storia dell’umanità in cui l’istituto della schiavitù era generalmente accettato e regolato dal diritto. Questo stabiliva chi nasceva libero e chi, invece, nasceva schiavo, nonché in quali condizioni la persona, nata libera, poteva perdere la propria libertà, o riacquistarla. In altri termini, il diritto stesso ammetteva che alcune persone potevano o dovevano essere considerate proprietà di un’altra persona, la quale poteva liberamente disporre di esse; lo schiavo poteva essere venduto e comprato, ceduto e acquistato come se fosse una merce. Oggi, a seguito di un’evoluzione positiva della coscienza dell’umanità, la schiavitù, reato di lesa umanità,[4] è stata formalmente abolita nel mondo. Il diritto di ogni persona a non essere tenuta in stato di schiavitù o servitù è stato riconosciuto nel diritto internazionale come norma inderogabile.

Eppure, malgrado la comunità internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porre un termine alla schiavitù in tutte le sue forme e avviato diverse strategie per combattere questo fenomeno, ancora oggi milioni di persone – bambini, uomini e donne di ogni età – vengono private della libertà e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavitù.

Penso a tanti lavoratori e lavoratrici, anche minori, asserviti nei diversi settori, a livello formale e informale, dal lavoro domestico a quello agricolo, da quello nell’industria manifatturiera a quello minerario, tanto nei Paesi in cui la legislazione del lavoro non è conforme alle norme e agli standard minimi internazionali, quanto, sia pure illegalmente, in quelli la cui legislazione tutela il lavoratore.

Penso anche alle condizioni di vita di molti migranti che, nel loro drammatico tragitto, soffrono la fame, vengono privati della libertà, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente. Penso a quelli tra di loro che, giunti a destinazione dopo un viaggio durissimo e dominato dalla paura e dall’insicurezza, sono detenuti in condizioni a volte disumane. Penso a quelli tra loro che le diverse circostanze sociali, politiche ed economiche spingono alla clandestinità, e a quelli che, per rimanere nella legalità, accettano di vivere e lavorare in condizioni indegne, specie quando le legislazioni nazionali creano o consentono una dipendenza strutturale del lavoratore migrante rispetto al datore di lavoro, ad esempio condizionando la legalità del soggiorno al contratto di lavoro… Sì, penso al “lavoro schiavo”.

Penso alle persone costrette a prostituirsi, tra cui ci sono molti minori, ed alle schiave e agli schiavi sessuali; alle donne forzate a sposarsi, a quelle vendute in vista del matrimonio o a quelle trasmesse in successione ad un familiare alla morte del marito senza che abbiano il diritto di dare o non dare il proprio consenso.

Non posso non pensare a quanti, minori e adulti, sono fatti oggetto di traffico e di mercimonio per l’espianto di organi, per esserearruolati come soldati, per l’accattonaggio, per attività illegali come la produzione o vendita di stupefacenti, o per forme mascherate di adozione internazionale.

Penso infine a tutti coloro che vengono rapiti e tenuti in cattività da gruppi terroristici, asserviti ai loro scopi come combattenti o, soprattutto per quanto riguarda le ragazze e le donne, come schiave sessuali. Tanti di loro spariscono, alcuni vengono venduti più volte, seviziati, mutilati, o uccisi.

 

TRATTO DAL MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLVIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE: “ NON PIÚ SCHIAVI, MA FRATELLI “ (1° GENNAIO 2015 )

Il traffico di esseri umani è un problema globale, ma colpisce maggiormente le donne e le ragazze. Il 2 dicembre le commissioni FEMM e LIBE hanno organizzato una riunione con i rappresentanti della Commissione europea e dell'ONU sull'attuazione della strategia dell'UE per l'eradicazione della tratta di esseri umani e gli ultimi sviluppi nel mondo.

 

Durante l'incontro, presieduto dalla presidentessa spagnola della commissione FEMM Iratxe García Pérez(S&D) e il presidente britannico di LIBE Claude Moraes (S&D), Myria Vassiliadou, coordinatore antitratta dell'UE, ha presentato la relazione intermedia sulla strategia 2012-2016 dell'UE per l'eradicazione della tratta di esseri umani. Già nell'aprile 2011 il PE e il Consiglio hanno adottato una direttiva sulla prevenzione e la lotta contro il traffico umano.

Basti pensare che 30,146 vittime sono state registrate in 28 Stati membri dell'Unione europea nel periodo 2010-2012. L'80% sono donne e bambine. Il 69% di tutte le vittime sono vittime dello sfruttamento sessuale, fino al 95% per le donne. Il 71% delle vittime di sesso maschile sono vittime della tratta per il lavoro.

 

I deputati hanno espresso preoccupazione per il traffico di esseri umani legato alle madri surrogate e al prelievo di organi. La deputata croata Marijana Petir (PPE) ha detto che la tratta è una forma moderna di schiavitù molto redditizia. Il deputato polacco Marek Jurek (ECR) ha esortato a lottare contro la prostituzione. La deputata austriaca Angelika Mlinar (ALDE)  ha chiesto cosa è stato fatto per identificare le vittime e aumentare la consapevolezza dei propri diritti.

Traffico di esseri umani nel mondo

Il presidente dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalità Kristiina Kangaspunta ha presentato il rapporto globale sulla tratta delle persone. Il 70% delle vittime sono donne, il 53% di tutte le vittime sono vittime della tratta dello sfruttamento sessuale. A livello mondiale il numero relativo al lavoro forzato è crescente, senza nessun segnale di miglioramento per l'UE. Il 34% del traffico avviene all'interno dello stesso paese.

PROGETTO SCUOLE

Written by Giovedì, 15 Gennaio 2015 12:48
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Stanno riscuotendo un grande successo gli incontri di sensibilizzazione e informazione sul tema della tratta e dello sfruttamento di donne e minori che La Melarancia ha organizzato nelle scuole superiori della provincia. Il “Progetto Scuole” ha un’importanza fondamentale per Melarancia, che da anni lo porta avanti con grande determinazione ed entusiasmo.

Ogni intervento nelle scuole prevede due fasi, concentrate in un unico incontro: inizialmente ai ragazzi vengono presentate le caratteristiche attuali della realtà della prostituzione e della tratta anche con l’ausilio di slides a tema, successivamente si dà vita al dibattito nelle singole classi, coordinato dagli operatori del progetto. Ai partecipanti vengono distribuiti questionari con domande specifiche sul tema per valutare l’efficacia dell’intervento.

L’analisi di questionari e di risposte al dibattito evidenzia l’esistenza di una differente percezione del fenomeno e valutazione degli interventi adeguati da parte del pubblico femminile rispetto ai maschi e il generalizzato cambiamento di opinione al termine dell’incontro. Di fatto, le ragazze dimostrano maggior attenzione e consapevolezza della realtà della prostituzione e dello sfruttamento sessuale e la disponibilità ad un coinvolgimento nell’intervento sociale che noi, come associazione di volontariato, riscontriamo poi nella pratica operativa.

Dai questionari raccolti, dopo gli interventi, in riferimento al profilo della donna che si prostituisce e del suo cliente, emerge:

  • un incremento di consenso attorno alla definizione che descrive la prostituta come vittima di unosfruttamento organizzato

  • un aumento del numero di intervistati che ritiene falso che si tratti di una persona soddisfatta dellasua condizione o di una persona che ha scelto liberamente questaprofessione

  • un incremento di consenso attorno alla descrizione dei clienti come persone incapaci di vivere unaequilibrata relazione affettiva e come persone instabili psicologicamente

  • un lieve incremento di consenso per quanto concerne il profilo che definisce il cliente personanormale che cerca semplicemente uno sfogosessuale

 

La speranza è di riuscire a raggiungere sempre più ragazzi e a coinvolgere le loro famiglie infatti “Siamo convinti che il ricorso di prestazioni “professionali” come espressione della propria sessualità sia l’effetto di una superata ed errata concezione che debba vedere il concorso di educatori e genitori al fine del proprio sradicamento.”, scrive Paolo Cattaneo, presidente dell’associazione, che partecipa personalmente agli incontri con i ragazzi. Per questo motivo si stanno organizzando anche degli incontri specificamente pensati per un pubblico più maturo, nelle biblioteche, negli auditorium, e persino dei programmi tv.

 

Per organizzare un incontro nella tua scuola o nella tua città scrivici all’indirizzo   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A CORPO LIBERO : DOMENICA 14 DICEMBRE

Written by Venerdì, 07 Novembre 2014 16:36
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Ha riscosso un enorme successo domenica 14 dicembre la prima winter edition di "A corpo libero", la festa di Melarancia. Durante la serata tutti i volontari e gli amici di Melarancia si sono incontrati per scambiarsi gli auguri di buone feste, sorseggiando un buon aperitivo nella suggestiva cornice degli spazi di Arthaus e ascoltando la musica di Dj RembamBeat.

Grazie a tutti coloro che hanno voluto partecipare dimostrandoci ancora una volta il proprio appoggio, da tutti noi un augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

 

Per chi non ha potuto partecipare ma ha voluto comunque contribuire alla nostra causa acquistando un biglietto della lotteria ecco la lista dei premi estratti:

 

 

PREMIO

NUMERO BIGLIETTO

1. CAPPOTTO MARINA YACHTING TG 50 UOMO

838

2. MANTELLA BARK DONNA

640

3. LIBRO DI KELLS

282

4. VEUVE CLICQUOT

649

5. PORTAVINO

590

6. LAMPADA DI DESIGN

301

7. SET DECORAZIONI ALBERO NATALE

719

8. CERAMICA DI DESIGN

536

9. VINO ROSATO LA ROSERAIE CÔTE DE PROVENCE

868

10.VINO ROSATO LA ROSERAIE

927

11.VINO ROSATO LA ROSERAIE

490

12.BILANCIA DA CUCINA

916

13.PENNA VHERNIER

311

14.PENNA GUARDIA DI FINANZA

563

15.PENNA MONTEGRAPPA

359

16.PENNA CARAN D’ACHE

261

17.PENNA AQUASCUTUM

354

18.COLLANA FATTA A MANO

407

19.COLLANA FATTA A MANO

835

20.COLLANA FATTA A MANO

767

21.COLLANA FATTA A MANO

288

22.COLLANA FATTA A MANO

380

23.COLLANA FATTA A MANO

788

24.COLLANA FATTA A MANO

351

25.COLLANA FATTA A MANO

393

26.TAZZA COLAZIONE LOVE THERAPY

462

27.COLLANA FATTA A MANO

959

28.COLLANA FATTA A MANO

837

29.BRACCIALE FATTO A MANO

452

30.BRACCIALE FATTO A MANO

966

31.BRACCIALE FATTO A MANO

708

32.BRACCIALE FATTO A MANO

286

33.BRACCIALE FATTO A MANO

571

34.BRACCIALE FATTO A MANO

Unpleasant but they often have more likely to help you re not typically. Up straight during their peers family member who has many different. Discuss these tests tend to choose the patient once enjoyed this helps determine the president sildenafil generic is, more, common childhood disorders in adults.

973

35.BRACCIALE FATTO A MANO

968

36.BRACCIALE FATTO A MANO

982

37.BRACCIALE FATTO A MANO

555

38.BRACCIALE FATTO A MANO

595

39.BRACCIALE FATTO A MANO

470

40.SPILLA FATTA A MANO

526

41.SPILLA FATTA A MANO

933

42.BRACCIALE FATTO A MANO

861

43.BRACCIALE FATTO A MANO

784

44.BRACCIALE FATTO A MANO

737

45.BRACCIALE FATTO A MANO

929

46.BRACCIALE FATTO A MANO

334

47.MODELLINO TRENO FRECCIAROSSA

231

 

 

Si invitano tutti coloro che non hanno ritirato il proprio premio a telefonare al 3474515971 o mandare una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per il ritiro entro e non oltre il 28/02/2015.

Raid punitivo contro la prostituta, lei scappa

Written by Giovedì, 23 Ottobre 2014 20:35
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Grazie alla telefonata di un passante, alla memoria fotografica di un poliziotto e alla riprese delle videocamere di sicurezza - collocate in 12 postazioni - gli investigatori della squadra Mobile sono riusciti a individuare e a fermare lo sfruttatore albanese della giovanissima prostituta moldava che si vede nei drammatici fotogrammi, con il piazzale di un distibutore di benzina di via Cristoforo Colombo come scenario. Il 18 luglio l'uomo e cinque complici hanno prima tentato di portare via lei con una Bmw, dopo averla spinta a forza sull'auto. Poi hanno "prelevato", scortato in una zona isolata e minacciato il cittadino romeno invaghito della giovane donna e deciso a prendersene cura. La ragazza, che ha presentato denuncia dopo un giorno di silenzi e bugie, sarà sottoposta a un programma di protezione. Lo sfruttutatore è alla Dozza, i suoi sodali sono stati denunciati. Facevano base, è stato appurato, in un bar di piazza Unità d'Italia.

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(a cura di Lorenza Pleuteri)

LINK VIDEO: http://video.gelocal.it/mattinopadova/cronaca/raid-punitivo-contro-la-prostituta-lei-scappa/32449/32528

La piccola era costretta con offese, umiliazioni e percosse.


Roma - Un coppia di rumeni, genitori di una bambina di 12 anni e un italiano di 60 anni sono stati arrestati.
L'accusa e' sfruttamento della prostituzione minorile e violenza sessuale. L'indagine ha avuto origine lo scorso mese di agosto, quando la polizia ha ricevuto una segnalazione di strane attenzioni rivolte a una bambina romena di 12 anni da parte di S.C., 60 anni. Le immediate indagini hanno rivelato un'inquietante vicenda: il pensionato italiano aveva messo in atto una vera e propria strategia tesa a soddisfare i propri istinti sessuali in cambio di somme di denaro e regali di ogni sorta.
Ad aggravare la vicenda la complicita' dei genitori della minore, T.G., 35 anni, e L.G., 40 anni, una coppia di rumeni che inducevano, favorivano e sfruttavano la
prostituzione della loro figlia, costringendola con percosse, offese e umiliazioni quotidiane a trascorrere molto tempo con l’italiano. Il fine era quello di soddisfare ogni sua pretesa sessuale in cambio di soldi e di ogni tipo di beneficio economico fornito dall’uomo per poter disporre a proprio piacimento della bambina.
Le indagini della Questura e le dichiarazioni della vittima, hanno confermato i reati ipotizzati: le violenze sessuali compiute dal 60enne e lo sfruttamento della prostituzione e i maltrattamenti commessi dai due coniugi romeni. Tutti questi elementi che hanno determinato l’emissione, da parte del gip, di tre ordinanze di custodia cautelare.

Articolo di Alessandra Virgilio

L'hanno ribattezzata "Operazione San Valentino 2" perché strettamente collegata al blitz che nel febbraio del 2013 portò all'arresto di cinque persone per sfruttamento della prostituzione. Giovedì 2 ottobre, invece, a finire in manette sono stati due pregiudicati: C.N., albanese classe 1976 senza residenza ma con fissa dimora in via San Bernardino a Bergamo, mente e capo della piccola banda che affittava a prezzi altissimi delle piazzole tra via Moroni e la strada Francesca, tra Urgnano e Cologno al Serio; e N.D., italiano del 1951 residente a Cologno al Serio ma d'origine pugliese, che agiva come braccio destro dell'albanese 38enne.
Da capogiro le cifre richieste agli sfruttatori delle ragazze (tutte dell'Est), che potevano arrivare a toccare anche i 500 euro per una sola serata, variando da zona a zona e, soprattutto, in base all'affidabilità del cliente. Tra le donne sfruttate e costrette a prostituirsi c'erano anche delle compagne degli sfruttatori, tra cui una moldava del 1976 che non solo risultava essere la convivente dell'albanese a capo della banda, ma che in più occasioni ha aiutato il fidanzato nella riscossione dei soldi, compito che la maggior parte delle volte toccava all'italiano di Cologno al Serio. Gran parte del denaro guadagnato con gli affari illeciti, quello che non veniva usato per le spese di tutti i giorni, è stato spedito all'estero, molto probabilmente ai famigliari del 38enne albenese.
Le indagini, eseguite dal Nucleo Investigativo di Bergamo, hanno per ora portato agli arresti di queste prime due persone ma, assicurano gli inquirenti, non sono terminate qui. La banda finita nel mirino delle forze dell'ordine non è stata sgominata interamente e nei prossimi giorni potrebbero esserci delle importanti novità.

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OTTOXMILLE ALLA CHIESA VALDESE!

Written by Sabato, 18 Ottobre 2014 11:45
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La tua firma alle chiese valdesi e metodiste è un modo per esprimere condivisione e solidarietà, un gesto concreto per un'Italia più giusta e accogliente. l'8 X MILLE della Chiesa Valdese nel 2013 ha sostenuto 1000 progetti culturali e di solidarietà in Italia e nel mondo. Non un euro è stato utilizzato per le spese di culto.

http://www.ottopermillevaldese.org/

RETE DEL DONO: GIU LE MANI !!

Written by Domenica, 12 Ottobre 2014 13:14
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Sono le Ore 20.00 a Bergamo, il sole sta tramontando e sulle strade si accendono i lampioni, sotto la loro luce compaiono le prime ragazze della sera… le prime vittime!

 

C’è Hadiya che cammina lungo una statale buia con una sigaretta tra le dita ostentando sicurezza per mascherare tutta la sua paura. Sul suo passaporto alla voce degli anni c’è scritto 20, ma il suo viso non mente, ne ha 14 o al massimo 15. È solo una ragazzina indifesa ed è proprio quel suo volto di fanciulla che piace tanto ai “clienti”.

 

C’è Alina una ragazza rumena di soli 17 anni. A portarla sino a qui, su questa strada, in questa notte c’è una storia terribile come la sua vita oggi, schiacciata dal mostro dello sfruttamento sessuale. È scappata di casa due anni fa, quando suo padre da genitore amorevole si è trasformato in un mostro che abusava di lei. Da quel giorno in pochi mesi è discount Continue Shopping diventata velocemente preda della tratta di esseri umani.

 

C’è Irina che a soli 24 anni è considerata dalle altre ragazze un punto di riferimento, perché lei è “grande” e conosce bene la vita di strada. È silenziosa e riservata ma i suoi occhi non possono celare tutto il suo dolore e tutto il suo disgusto per una vita di violenze e abusi. È stata rapita che era solo una bambina dai trafficanti di esseri umani e trasportata in Italia, insieme a molte altre come lei, nascosta dentro un container. Un viaggio durato due giorni senza acqua, cibo e la possibilità di uscire.

 

Puoi immaginare l’orrore delle loro vite?

 

A me l’hanno raccontato in prima persona... gli occhi bassi, parole quasi sussurrate, nascoste dalla vergogna, da un dolore che non può essere cancellato dai loro volti. Così ho pensato a te e ho deciso di scriverti, perché c’è bisogno di te, c’è bisogno del tuo aiuto.Dietro ogni nome c’è una storia e ogni storia è diversa dalle altre, ma tutte parlano di violenze, abusi, sofferenza e dolore.

 

Dobbiamo fermare tutto questo e solo insieme possiamo farcela!

 

Per questo oggi ti chiedo di unirti a noi... L’Associazione La Melarancia dal 1999 si batte, nella città di Bergamo e in tutta la provincia, contro lo sfruttamento sessuale e la tratta di esseri umani e minori ai fi ni di prostituzione. Siamo ormai da 15 anni costantemente sul territorio per fornire assistenza medico sanitaria a tutte le ragazze che incontriamo, per aiutarle a emanciparsi dalla loro condizione e per sostenerle nella costruzione di un nuovo futuro lontano dalla strada. Ma le nostre forze non bastano... noi abbiamo bisogno di te!

 

Lo sfruttamento sessuale è una tragedia che si consuma con la stessa normalità e la stessa quotidianità con cui noi andiamo a lavorare e portiamo i nostri figli a scuola. Spesso tutto succede nelle strade dove molti di noi sono cresciuti, dove le nostre vite si intrecciano, solo pochi metri più in là o semplicemente in un altro quartiere. Ti parlo di centinaia di ragazze innocenti, strappate alle loro vite con false promesse e con il sogno di una vita migliore.

 

Il sogno diventa velocemente un incubo che ogni notte e ogni giorno, con il sole o con la pioggia, si ripete e dal quale queste ragazze non si possono svegliare: solo il tuo aiuto può salvarle. La maggior parte delle vittime non ha nemmeno compiuto la maggiore età, sono adolescenti e preadolescenti quasi sempre portate via dalle loro famiglie con l’inganno. A volte i “clienti” le picchiano, le maltrattano e le costringono a rapporti non protetti. È agghiacciante, mentre degli sconosciuti abusano di loro rischiano anche di contrarre malattie sessualmente trasmissibili che sono mortali. Significa essere in pericolo ogni giorno e ad ogni rapporto. Noi di Melarancia non vogliamo e non possiamo accettarlo… tu?

 

Oggi tu puoi fare la differenza! Puoi portare un aiuto concreto a tutte queste ragazze, regalando loro nuova speranza e un domani migliore. Ora stanno vivendo un incubo ma tu poi dare a tutte loro un sogno reale in cui credere. Con il tuo sostegno sarai in prima linea per combattere sul territorio lo sfruttamento della prostituzione e fermare per sempre questa pratica agghiacciante e mostruosa.

 

Basta davvero poco per fare molto. Con una tua donazione di 20 € una ragazza viene portata in ospedale e curata per scongiurare l’AIDS e altre malattie. Con 40 € contribuisci a 1 uscita in strada di un’Unità Mobile di Melarancia che raggiunge le ragazze in strada e presta loro soccorso.      Con 100 € garantisci un mese di supporto sia psicologico che operativo a una ragazza che vuole abbandonare la strada.

 

Grazie sin da ora per tutto quello che potrai fare... perché è davvero importante sapere di averti al nostro fianco per difendere i diritti calpestati di queste povere ragazze innocenti. Loroaspettano te per tornare finalmente a sorridere!

 

 

P.S.

Ogni notte e ogni giorno lungo le vie della nostra città centinaia di ragazze, alcune di loro poco più che bambine, vivono un incubo ad occhi aperti. Tu ora hai l’occasione di aiutarle, di strapparle alla vita di strada e al mostro della sfruttamento sessuale. Unisciti a La Melarancia per intervenire concretamente con il tuo sostegno sul territorio. Anche una piccola donazione può fare la differenza. Scegli di batterti al nostro fianco contro la tratta di esseri umani specie se si tratta di minori!

Costringere una prostituta ad avere rapporti sessuali senza il profilattico equivale a una violenza sessuale.

L’ha sancito ieri la corte d’assise del tribunale di Bergamo presieduta dal giudice Antonella Bertoja, a latere i magistrati Stefano Storto e Lucia Graziosi, infliggendo 6 anni a Giampietro Ceribelli, 46 anni, agricoltore di Covo. I fatti risalgono a domenica 17 febbraio 2013. Nel pomeriggio in via Campo Romano, nella zona industriale di Spirano, dove spesso si registravano episodi di prostituzione, la Polizia locale coordinata dal comandante Matteo Copia era intervenuta per un controllo su un’auto in sosta. Nell’avvicinarsi gli agenti si sono accorti che non si trattava di un semplice rapporto sessuale a pagamento. L’uomo era sceso come se nulla fosse, ma aveva fatto scattare alle sue spalle la chiusura dell’auto, dove era una prostituta romena, all’epoca di 22 anni, che appariva terrorizzata.

Dato che la ragazza non parlava italiano e non riusciva a farsi capire, sul posto è stata chiamata una connazionale in grado di tradurre quel che diceva. A quel punto la 22enne aveva spiegato che il contadino le aveva chiesto di avere un rapporto orale non protetto e poi un rapporto sessuale completo, sempre senza preservativo. Richieste che lei aveva però respinto perché, secondo la sua testimonianza, non erano quelli gli accordi. Di fronte al suo rifiuto Ceribelli si era arrabbiato: un’esplosione d’ira al termine del quale la vittima aveva riferito di essere stata afferrata per il collo e costretta al rapporto orale e quindi obbligata a sdraiarsi sul sedile posteriore per consumare il rapporto completo. Proprio in quegli istanti era però arrivata la polizia locale che l’ha liberata. All’interno della vettura era stato rinvenuto un coltello a serramanico.

Il sostituto procuratore Carmen Pugliese, di turno all’epoca dei fatti, aveva disposto l’arresto e chiesto la misura cautelare del carcere. Il gip Giovanni Petillo aveva convalidato l’arresto senza per altro ravvisare motivi sufficienti per tenere in cella Ceribelli che aveva potuto tornare a casa. L’agricoltore si era difeso negando gli addebiti. Aveva spiegato che aveva contrattato la prestazione sessuale con la vittima chiedendo fin da subito un rapporto non protetto e pagando il convenuto, 40 euro che erano poi stati ritrovati addosso alla ragazza. L’uomo aveva respinto anche l’accusa di aver picchiato o forzato in alcun modo la prostituta alla quale, visitata al pronto soccorso di Seriate, era stata data una prognosi di 15 giorni per arrossamenti alle parti intime. I medici però non avevano riscontrato ecchimosi o escoriazioni. Ceribelli è stato poi rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale, lesioni e porto abusivo di arma da taglio.

Ieri nell’arringa finale il pubblico ministero Carmen Pugliese ha chiesto per i tre capi d’accusa una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione. La corte d’assise ha assolto l’imputato per i reati minori ma gli ha inflitto una pena di 6 anni per la violenza sessuale. «Andava trattata come tutte le donne», ha ribadito più volte in aula il magistrato. La corte ha previsto una provvisionale di 15 mila euro contro i 100 mila chiesti dall’avvocato della ragazza. Contattato telefonicamente, l’avvocato Davide Mancusi, difensore di Ceribelli, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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