PRETENDE DI PIU DALLA PROSTITUTA: SEI ANNI PER VIOLENZA SESSUALE

Written by  Lunedì, 06 Ottobre 2014 16:53

Costringere una prostituta ad avere rapporti sessuali senza il profilattico equivale a una violenza sessuale.

L’ha sancito ieri la corte d’assise del tribunale di Bergamo presieduta dal giudice Antonella Bertoja, a latere i magistrati Stefano Storto e Lucia Graziosi, infliggendo 6 anni a Giampietro Ceribelli, 46 anni, agricoltore di Covo. I fatti risalgono a domenica 17 febbraio 2013. Nel pomeriggio in via Campo Romano, nella zona industriale di Spirano, dove spesso si registravano episodi di prostituzione, la Polizia locale coordinata dal comandante Matteo Copia era intervenuta per un controllo su un’auto in sosta. Nell’avvicinarsi gli agenti si sono accorti che non si trattava di un semplice rapporto sessuale a pagamento. L’uomo era sceso come se nulla fosse, ma aveva fatto scattare alle sue spalle la chiusura dell’auto, dove era una prostituta romena, all’epoca di 22 anni, che appariva terrorizzata.

Dato che la ragazza non parlava italiano e non riusciva a farsi capire, sul posto è stata chiamata una connazionale in grado di tradurre quel che diceva. A quel punto la 22enne aveva spiegato che il contadino le aveva chiesto di avere un rapporto orale non protetto e poi un rapporto sessuale completo, sempre senza preservativo. Richieste che lei aveva però respinto perché, secondo la sua testimonianza, non erano quelli gli accordi. Di fronte al suo rifiuto Ceribelli si era arrabbiato: un’esplosione d’ira al termine del quale la vittima aveva riferito di essere stata afferrata per il collo e costretta al rapporto orale e quindi obbligata a sdraiarsi sul sedile posteriore per consumare il rapporto completo. Proprio in quegli istanti era però arrivata la polizia locale che l’ha liberata. All’interno della vettura era stato rinvenuto un coltello a serramanico.

Il sostituto procuratore Carmen Pugliese, di turno all’epoca dei fatti, aveva disposto l’arresto e chiesto la misura cautelare del carcere. Il gip Giovanni Petillo aveva convalidato l’arresto senza per altro ravvisare motivi sufficienti per tenere in cella Ceribelli che aveva potuto tornare a casa. L’agricoltore si era difeso negando gli addebiti. Aveva spiegato che aveva contrattato la prestazione sessuale con la vittima chiedendo fin da subito un rapporto non protetto e pagando il convenuto, 40 euro che erano poi stati ritrovati addosso alla ragazza. L’uomo aveva respinto anche l’accusa di aver picchiato o forzato in alcun modo la prostituta alla quale, visitata al pronto soccorso di Seriate, era stata data una prognosi di 15 giorni per arrossamenti alle parti intime. I medici però non avevano riscontrato ecchimosi o escoriazioni. Ceribelli è stato poi rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale, lesioni e porto abusivo di arma da taglio.

Ieri nell’arringa finale il pubblico ministero Carmen Pugliese ha chiesto per i tre capi d’accusa una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione. La corte d’assise ha assolto l’imputato per i reati minori ma gli ha inflitto una pena di 6 anni per la violenza sessuale. «Andava trattata come tutte le donne», ha ribadito più volte in aula il magistrato. La corte ha previsto una provvisionale di 15 mila euro contro i 100 mila chiesti dall’avvocato della ragazza. Contattato telefonicamente, l’avvocato Davide Mancusi, difensore di Ceribelli, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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